mercoledì 29 settembre 2010

la geografia svilita dalla riforma della scuola media superiore

Vorrei proprio sapere chi è quel "genio" che avrà suggerito al Ministro dell'Istruzione, Maria Stella Gelmini, di eliminare dai curricoli del nuovo Istituto Tecnico Economico la Geografia (appunto) Economica. Si tratta di una vera "stupidaggine didattica", relegare lo studio della geografia al primo biennio, togliendo agli allievi la possibilità di arricchire il proprio bagaglio culturale con la componente economica della Geografia. Infatti la disciplina, in virtù dello spostamento dal triennio superiore al biennio inferiore (nell'arco dei cinque anni di corso economico), assume una connotazione maggiormente antropica, ovvero più simile alla geografia insegnata nei licei (sulla quale pure ci sarebbe molto da dire, perché purtroppo non sempre di competenza di docenti specializzati in geografia).
La Geografia Economica in buona sostanza è scomparsa dai quadri orari degli istituti tecnici, mentre, soprattutto nell'ultimo anno di corso, ha sempre rappresentato nei quindici anni precedenti una componente essenziale del nuovo Esame di Stato, risultando molto utile agli allievi come "collante" essenziale delle discipline tecniche, in quanto sapere per sua natura interdisciplinare e soprattutto interprete genuina delle dinamiche storiche (non a caso in Francia i docenti specializzati di Geografia insegnano anche Storia, prendesse esempio il ministro Gelmini da Paesi più avanzati del nostro sul piano didattico) ed economiche.